Archive for marzo 2008

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FRANCO BRIENZA LA SPERANZA DI REGGIO

17 marzo 2008

Player of the week: Brienza

Parliamo sempre poco delle piccole, ma sembra doveroso farlo in questa occasione. Diamo il premio migliore della settimana a Franco Brienza, che con la sua doppietta dà la scossa alla Reggina. Che dopo l’esonero di Ulivieri e la promozione in prima squadra di Orlandi, la settimana scorsa aveva sbattuto la faccia contro l’Inter, il centenario e le parate di Julio Cesar. Ieri, in casa, la squadra calabrese ha schiantato il Siena. 4-0, tre gol nel primo tempo, dominio assoluto. Brienza, 4 gol a Reggio da quando è arrivato a gennaio, è il valore aggiunto, colui che deve dare qualità, brillantezza e imprevedibilità alla squadra amaranto. Se come ieri riuscirà ad esprimersi al meglio e se Cozza e Amoruso daranno il loro consueto contributo, allora la Reggina potrebbe sognare l’ennesima incredibile salvezza.
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Roma, ancora il Manchester!

14 marzo 2008

Dall’urna di Londra è uscito l’avversario più temuto

Il caso è tale proprio perchè è indipendente dalla nostra volontà. Eppure a volte sembra che dietro la casualità ci sia una mano maligna, che si diverte a prendersi gioco di noi. Il sorteggio di Champions League non sembra essere esente da questa legge. Come nelle scorse stagioni ci aveva abituato ai Derby d’Europa, ora sembra accanirsi sulla povera Roma. L’urna di Londra le ha regalato l’avversario più temuto, quello dell’incubo del 7-1, le Furie Rosse di Alex Ferguson, il Manchester United. La Roma ha pescato l’avversario a mio avviso più forte tra tutte le squadre rimaste in gara. Sarà più difficile che scalare una montagna. Se mi chiedessero un pronostico direi Roma eliminata, ma si sa che la Champions sa sempre sorprendere. E non è finita qui: se per caso la squadra di Spalletti passasse il turno dovrebbe presumibilmente vedersela col Barcellona di Messi e Ronaldinho. Difficile ma non impossibile. Tra le altre partite spicca il Derby inglese Liverpool-Arsenal. Mi lancio in uno spericolato pronostico? Ma si, dai. Finale tutta inglese: Manchester United-Arsenal. Di seguito il tabellone completo.

Arsenal (Eng) – Liverpool (Eng)
ROMA (ITA) – Manchester United (Eng)
Schalke 04 (Ger) – Barcellona (Esp)
Fenerbahce (Tur) – Chelsea (Eng)

Le semifinali (22 e 23 aprile – 29 e 30 maggio)
Arsenal/Liverpool – Fenerbahce/Chelsea
Schalke04/Barcellona – ROMA/Manchester United

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VA? NO RESTA. FORSE.

13 marzo 2008

Situazione complicata: cosa è successo e cosa succederà?

Si sono parlati e al termine, hanno provato a dire che quello del giorno prima era uno sfogo dettato dal momento. Non è così, chiaramente, ma era l’unica cosa che potevano dire. Moratti non è contento, l’ha detto quasi esplicitamente, però per una volta ha dimostrato un po’ di determinazione: Mancio, hai fatto la cazzata? Mo’ chiedi scusa e dici che era colpa tua. Moratti ha fatto secondo me bene a fare così, sebbene credo che la situazione sia oramai compromessa. Mancini DEVE rimanere fino a giugno, cercare di vincere lo scudetto: poi potrà fare le valigie. Il problema è un altro: quali sono i motivi? Secondo me c’è stato qualcosa, negli spogliatoi. Io credo che Moratti abbia davvero detto a Mancini: “E Figo?”. Al che il Mancio ha fatto i suoi conti: lo staff medico lo decide il presidente, Figo è il cocco del presidente, Maniche me l’hanno comprato, ma chi lo voleva? Ha visto che la misura era colma e ha sbroccato. Sono a mio avviso motivi abbastanza futili, ma posso credere che Mancini sia così orgoglioso da farli valere un sacco. Il problema è lo spogliatoio. Io spero che il discorso sia chiaro a tutti: da qui alla fine si gioca per l’Inter, si pensa solo alle partite. Stop ai personalismi, stop alle rivalità. C’è un bene supremo da conservare. Ed è per questo che bisognerà andare avanti come se nulla fosse successo, fino alla fine.
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Campionato riaperto?

12 marzo 2008

Come reagirà l’Inter al doppio colpo di ieri?

Fa strano a dirsi, ma forse il Liverpool e Mancini hanno riaperto il campionato più della sconfitta di Napoli. Domenica l’Inter giocherà con il Palermo con qualche nube di troppo sopra la testa. L’uscita dalla Champions potrebbe essere lo spartiacque della stagione, sia in positivo che in negativo. Ma quello che sta tenendo banco su tutti i giornali, più che la bruciante sconfitta, sono le dichiarazioni-shock di Mancini. Le esternazioni del tecnico non sono piaciute ne’ ai giocatori ne’ a Moratti e per domenica si parla già di un’ipotesi-traghettatore che risponde al nome di Walter Zenga. Forse è solo Fantamercato, ma fatto sta che le notizie che rimbalzano in Rete e sui giornali danno l’impressione di una ambiente in ebollizione: la squadra non è a posto fisicamente, la lista degli infortunati e le ultime prestazioni lo dimostrano. Serve la scossa nervosa, una reazione rabbiosa. Però, detto tra i denti, all’Inter al momento manca un leader, un Ronaldo dei vecchi tempi per intenderci. Manca Ibrahimovic, che ieri sera ha dimostrato una volta di più di essere un fuoriclasse quando la squadra gira a mille, ma che fa fatica a sobbarcarsela sulle spalle quando le cose non vanno. Soprattutto dal punto di vista psicologico, come ci ricordano quei due goal sbagliati per troppo egoismo che avrebbero potuto dare più di una speranza alla squadra nerazzura. La Roma gioca sul velluto, l’Inter è sulle gambe. Questa è forse l’immagine che fotografa al meglio la situazione in questo momento. Il campionato non è mai stato aperto come adesso. Starà alle due squadre dirci chi si dimostrerà più forte in quella che è ormai soprattutto una gara di nervi tra due squadre belle ma enigmatiche per motivi così diversi che ora sembrano quasi coincidere. Noi staremo alla finestra, ad aspettare.
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UN CIAO INASPETTATO

12 marzo 2008

Il Mancio se ne va a giugno, tanti dubbi sui perché. Tanti dubbi sul futuro

Mentre scendevo dalle scale di San Siro, in un clima che mi aspettavo e che avevo messo in preventivo, ma nonostante ciò lo avevo voluto assaporare da vicino, scherzando, ho detto a Scar: “Adesso esonerano Mancini, arriva Marini fino a giugno, e poi arriva Cuper”. Non ho fatto in tempo ad arrivare al parcheggio e già arrivavano telefonate e messaggi: il Mancio ha detto che se ne va! Qualcuno è contento, qualcuno invoca Zenga. Io sinceramente, ci rimango di merda. Di colpo, mi passa la delusione per la partita, e mi sale una preoccupazione costante. Non tanto rivolta ai prossimi due mesi e mezzo, in cui potremmo perdere lo scudetto. Ma rivolta alla prossima stagione. Arriverà Mourinho, ne sono quasi certo. Ma cambierà tutto. CI eravamo abituati al Mancio, bisogna dirlo. In Europa ha fallito, sempre. Però ci ha fatto vincere lo scudetto dei 97 punti, ci ha regalato Coppe Italia e Supercoppe Italiane, con lui abbiamo vinto i derby, abbiamo camminato insieme a passo spedito. L’Inter è cresciuta con il Mancio, tutto l’ambiente è cambiato, e di questo bisogna dargli atto. Cambierà lo staff: chi ci sarà al posto di Sinisa? Chi allenerà i portieri? E il medico sarà lo stesso? Chi vorrà portarsi Mourinho? Quali giocatori silurerà?
Non so perché il Mancio se ne va. Forse si è sentito arrivato, forse ha capito che dopo 4 anni, più di questo non poteva dare. L’ho spesso criticato per le sue scelte, a volte l’ho apprezzato per invenzioni che ci hanno portati lontani (Zanetti a centrocampo, ad esempio). Mi è sempre piaciuta la schiettezza con cui ha sempre detto quello che pensava.
Gli chiedo solo una cosa: portarci questo scudetto. Sarebbe la conclusione degna della sua storia all’Inter. Era arrivato per farci vincere in Italia, giusto? se ne andrebbe con tre scudetti in 4 anni. Non potremmo certo biasimarlo.
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CON IL CUORE, RAGAZZI

11 marzo 2008

cuore nerazzurro

Sarò lì a cantare per voi, anche se avrò il groppo in gola di chi muore dalla tensione, di chi spera ma non si fa troppe illusioni, di chi ha voglia di vincere ma ha una tremenda e giustificata paura di perdere. Non so se farete l’impresa, ragazzi. Ci sono troppe variabili tecnico-tattiche che mi fanno essere scettico, lo ammetto. Quello che voglio, quello che vogliamo, è che giochiate con il cuore. Voglio che stasera non scendano in campo 11 leoni, voglio 11 INTERISTI. Voglio gente che si sacrifichi per la nostra maglia, voglio che giochiate come se questa fosse l’ultima partita dell’Inter. Fatelo non per voi stessi, non per i tifosi. Fatelo per l’Inter. Se lo farete, anche in caso di eliminazione, potrete uscire a testa alta, e vi renderemo onore. Che il vostro cuore sia nerazzurro, ragazzi, come il mio.
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INTER CENTO

9 marzo 2008

Allo stadio nel giorno dei cento anni: un’emozione unica

Ho stretto la mano a Walter Zenga, il mio idolo, il mio modello, colui per il quale faccio il portiere da quando avevo 8 anni. Ho visto la più bella e maestosa coreografia che sia mai stata realizzata in uno stadio italiano. Ho sentito il figlio di Giacinto Facchetti spiegare al mondo cos’è la nostra squadra. Ho assistito ad uno spettacolo di suoni e di luci che pensavo non potesse essere realizzato in uno stadio di calcio. Ho visto 805 bambini con la maglia nerazzurra, ho visto le bandiere dei paesi rappresentati dai nostri calciatori nella storia. Ho visto il mio presidente cantare con Adriano Celentano. Ho visto entrare la GRANDE INTER. Ho visto Matthaus, Klinsmann, Brehme. Ho visto Altobelli e Beccalossi, Berti, Boninsegna, Roberto Baggio, Youry Djorkaeff. Ho osannato Ivan Zamorano, ho ammirato lo Zio Bergomi. Ho visto anche, con grande simpatia, Taribo West e Ruben Sosa e Felice Centofanti. Ho cantato “Peppino Prisco facci un gol”, “Chi non salta rossonero è”, “Giacinto Facchetti eee, ooo”. Ho visto i giocatori di oggi, gli abbiamo fatto capire come li vogliamo martedì sera, non importa se vincono o perdono, l’importante è che scendano in campo come 11 leoni. Era la festa dei cento anni. Era, è stata la festa della mia squadra. Che è un sentimento, che si racchiude in due parole: TI AMO. Con i colori del cielo e della notte, infinito amore, eterna squadra Mia. INTER.