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Cinque poesie sul gioco del calcio, parte 4

11 dicembre 2007


Ecco oggi la penultima puntata del nostro piccolo viaggio all’interno del Canzoniere sabiano. Oggi è il turno di “Fanciulli allo stadio”. Rispetto alle situazioni idilliache, quasi eroiche del passato, adesso filtra tra le righe un pò di strana inquietudine. I calciatori diventano questa volta “odiosi” perchè troppo superbi, non sembrano sentire le voci dei bambini che li chiamano dagli spalti.

Fanciulli allo stadio

Galletto
è alla voce il fanciullo; estrosi amori
con quella, e crucci, acutamente incide.

Ai confini del campo una bandiera
sventola solitaria su un muretto.
Su quello alzati, nei riposi, a gara
cari nomi lanciavano i fanciulli,
ad uno ad uno, come frecce. Vive
in me l’immagine lieta; a un ricordo
si sposa – a sera – dei miei giorni imberbi.

Odiosi di tanto eran superbi
passavano là sotto i calciatori.
Tutto vedevano, e non quegli acerbi.

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