L’ultimo Player of the week della stagione è Ibra
Lo ammetto: dopo il ritorno con il Liverpool mi erano sorti dei dubbi forti. Ho cominciato a riconsiderare Ibrahimovic e a pensare che, forse, non era quello che dal nulla di faceva vincere una partita importante, magari mentre stai giocando male. Era una prerogativa solo del Ronaldo dei tempi migliori, e per me, nessuno ha mai raggiunto, ne raggiungerà, il livello del Fenomeno. A cui davi il pallone e dicevi: adesso ci pensa lui.
Con Ibra è spesso stato così, ma nelle partite di campionato, difficili, ma senza quella pressione e quell’obbligo di vincere. Ibrahimovic ha strabiliato con le sue qualità, ma non era mai stato determinante, all’Inter, per la conquista di una partita DECISIVA. Aveva fatto vincere derby, partite in rimonta, partite facili. Non aveva mai firmato un passaggio del turno di coppa, non aveva firmato partite scudetto. Insomma, si pensava ad un mezzo campione.
Ora, domenica ha segnato due gol al Parma, non al Real Madrid. Ma davvero, e non è retorica, sono stati i due gol più pesanti che io abbia mai visto realizzare con la maglia nerazzurra, assieme al gol di Zanetti contro la Roma. Non tanto perché i gol sono serviti allo scudetto, questo è chiaro. I due gol di Ibra hanno scacciato fantasmi, hanno fatto passare l’Inter dalla paura inconscia sempre presente alla convinzione e alla forza mentale. Ibra è entrato per segnare e far vincere l’Inter e ci è riuscito. Tanti, ci avevano provato, senza riuscirci. Nel momento peggiore, quando tutto sembrava perso, dopo mesi lontano dal campo per infortunio, ha voluto esserci, ma non per dare il suo contributo: è voluto esserci perché sapeva che era lui l’uomo della storia. Scritta con quel 47 di piede che ha regalato la gioia più grande ai suoi tifosi. Grazie Zlatan. Te ne saremo riconoscenti per sempre.
Con Ibra è spesso stato così, ma nelle partite di campionato, difficili, ma senza quella pressione e quell’obbligo di vincere. Ibrahimovic ha strabiliato con le sue qualità, ma non era mai stato determinante, all’Inter, per la conquista di una partita DECISIVA. Aveva fatto vincere derby, partite in rimonta, partite facili. Non aveva mai firmato un passaggio del turno di coppa, non aveva firmato partite scudetto. Insomma, si pensava ad un mezzo campione.
Ora, domenica ha segnato due gol al Parma, non al Real Madrid. Ma davvero, e non è retorica, sono stati i due gol più pesanti che io abbia mai visto realizzare con la maglia nerazzurra, assieme al gol di Zanetti contro la Roma. Non tanto perché i gol sono serviti allo scudetto, questo è chiaro. I due gol di Ibra hanno scacciato fantasmi, hanno fatto passare l’Inter dalla paura inconscia sempre presente alla convinzione e alla forza mentale. Ibra è entrato per segnare e far vincere l’Inter e ci è riuscito. Tanti, ci avevano provato, senza riuscirci. Nel momento peggiore, quando tutto sembrava perso, dopo mesi lontano dal campo per infortunio, ha voluto esserci, ma non per dare il suo contributo: è voluto esserci perché sapeva che era lui l’uomo della storia. Scritta con quel 47 di piede che ha regalato la gioia più grande ai suoi tifosi. Grazie Zlatan. Te ne saremo riconoscenti per sempre.










