Archivio per aprile 2010

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EROI

29 aprile 2010

Il cinque maggio era durato più di un tempo. Dal pareggio di Poborsky in poi la partita doveva andare in un certo modo: l’inerzia era biancoceleste. Non è stato immediato, ma prolungato. Il pareggio eliminazione con il Milan era stata una rincorsa impossibile: il picco di tensione era stato quel tiro di Kallon parato di ginocchio da Abbiati. Ma il gol di Bojan, quello annullato, mi ha fatto provare un’emozione nuova. O forse no, forse è la stessa di quando Trezeguet ha imbucato il golden gol nella finale degli Europei. Ma l’Inter non è l’Italia, siamo seri.

Ecco, quando la palla è arrivata a Bojan io mi sono stretto in me stesso, sul divano. E quando la palla è entrata, mi sono sentito gelare. O forse non gelare, non lo so spiegare bene. È come se per tre secondi non fossi stato in vita. In tre secondi ho pensato, anzi, mi sono passati in testa alcuni flash (in automatico, non li ho pescati io): 1) non è giusto; 2) non lo meritiamo; 3) mi ammazzo; 4) non abbiamo punte, come facciamo a segnare in due minuti? Ero morto in sostanza, affondato, gelato, senza forze. Non mi ricordo neanche cos’ho fatto in quegli istanti. Se ho urlato, se ho pianto. Sono stati tre secondi di altro mondo, di una cosa nuova e bruttissima.

Poi l’arbitro ha annullato. Il cuore ha ripreso a battere, fortissimo. Lo sentivo forte come non mai. Ero vivo: il cuore che batte forte era il mio, ma era quello dei miei rappresentanti. Quegli eroi che si sono piazzati davanti a Julio Cesar e hanno detto: “Mi spiace, adesso tocca a noi”. Poi il recupero è finito, poi è arrivata la gioia. Particolare, nuova, inattesa, dolce. Non so se si possono classificare i momenti belli in “più belli” o “bellissimi”. Non faccio una classifica. Ma il cuore ha ripreso il suo ritmo regolare, lo stomaco si è rilassato. La voce è spuntata. Una fatica così, e non abbiamo ancora vinto niente. Ma gli eroi, questi eroi, meritano un premio. Ce lo meritiamo anche noi.

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VERSO BARCELLONA/2

27 aprile 2010

Sneijder si è allenato, Balotelli è convocato. Il Barcellona ha fuori Puyol e Iniesta, e la formazione è fatta (Valdes; Dani Alves, Piquè, G.Milito, Abidal; Busquets, Xavi, Keita; Messi, Pedro, Ibrahimovic). L’Inter probabilmente si schiererà con gli 11 che Mou ha eletto come i suoi titolari, cioè con Sneijder e i tre davanti. I diffidati? Nell’Inter rischiano: Maicon, Samuel, J.Zanetti e Eto’o. Nel Barcellona: Piqué, Dani Alves, Keita, Busquets.
Nel frattempo la campagna mediatica sulla “Remontada” è sempre più esasperata. Video su video in cui i giocatori promettono che venderanno cara la pelle. Questo è l’ultimo. Che cattiveria, mamma mia…

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VERSO BARCELLONA

25 aprile 2010

Sneijder non ci sarà. “Stiramento al retto femorale della gamba sinistra”, dice il prof. Combi, dal sito dell’Inter. Quindi, senza l’olandese e senza Stankovic squalificato, Mourinho spera innanzitutto di recuperare Pandev. In quel caso, Chivu terzino sinistro, Zanetti e Cambiasso davanti alla difesa, Thiago Motta regista avanzato e davanti le tre punte. Stessa formazione del 2-0 del girone, con l’eccezione di Pandev al posto di Stankovic. E nel girone era rombo puro, ora Mou gioca con il 4-2-1-3. Altre soluzioni? Poche. Uno tra Mariga o Muntari, forse, ma il rombo ha reso poco anche contro l’Atalanta, se è vero che il 2-1 è arrivato con Sneijder largo a sinistra in una specie di modulo a tre punte.

Intanto lo staff medico dell’Inter non ha riferito di che gradi di stiramento si tratti per Sneijder, ma l’impressione è che passeranno almeno due settimane prima che l’olandese torni sui campi. L’altra grossa preoccupazione per i tifosi nerazzurri sono i diffidati. Se beccano un giallo, J.Zanetti, Eto’o, Samuel e Maicon dicono addio alla finale di Madrid. O, mal che vada, alla prima del girone dell’anno prossimo.

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L’URLO DI SAN SIRO

23 aprile 2010

Battere 3-1 il Barcellona è di per se una cosa fuori dal normale. Ma averla vissuta dal vivo, questa partita, mi ha lasciato addosso ancora, a distanza di 4 giorni, una sensazione piacevole e incredibile. Perché è stato così bello, così naturale, che la gente ha partecipato più del solito alla partita. Perché quando si alza l’urlo: «Inter! Inter! Inter! Inter!», che è il coro più elementare del mondo, ma si alza da solo, all’improvviso ed esce dalla bocca di tutti, vuol dire che sì, i ragazzi hanno reso onore all’Inter e ai suoi tifosi. E la gente, io, ne eravamo fieri, pazzamente fieri. E contenti. Per questo vi posto la coreo durante l’inno della Champions. Brividi.

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DITE CHE HA SENTITO?

22 aprile 2010

Inter-Juventus, minuto di silenzio per le vittime dell’incidente ferroviario di Merano. Si alza una voce, da San Siro. Obiettivo: Fabio Cannavaro. Questa è la fama che si è costruito il capitano dell’Italia.

«Cannavaro, amico di Moggi. Sei un Bastardo. Vergognati»

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INTER-BARCELLONA DALLA CURVA

22 aprile 2010

da Sky.it

“Madrid”, enorme. “Andiamoci insieme”, l’esortazione. I tifosi dell’Inter lo mettono in chiaro dall’inizio, quando le squadre entrano in campo. Una coreografia che occupa due anelli, uno stadio pieno di gente che ha in mente solo la finale del Bernabeu. Stadio pieno e scaramanzia: per mezz’ora su San Siro vola un pipistrello. Un pipistrello vero, nero, che svolazza sopra la porta di Julio Cesar. Qualcuno dice: “Brutto segno”. Il Barcellona segna, al primo tiro. E il pipistrello svolazza indisturbato. Poi, di colpo, sparisce. Se ne perdono le tracce. L’Inter sale, Eto’o crossa, Milito prolunga, Sneijder segna.

Ogni volta poi che Ibra tocca palla, partono i fischi. Maxwell gioca indisturbato, nessuno lo fischia: e infatti offre l’assist a Pedro, con tutta calma. Lo svedese, invece, sembra irretito. Lucio lo sovrasta e ogni intervento del difensore è sottolineato da un boato. San Siro non è più la casa di Zlatan. Anzi. Ogni tanto si alza quello spiacevole coro che accompagnava Ibra in tutti gli stadi italiani, tranne San Siro: “Zlatan, sei uno zingaro”.

Poi arrivano i gol della vittoria. I tifosi impazziscono. Anche lo speaker esalta la gente, invocando cinque volte il nome di Milito. Sul 3-1 qualcuno inizia a dire: No, non ci credo”. Invece è tutto vero. Se ne accorge anche un bambino che avrà al massimo tre anni e se ne sta in braccio al suo papà, in curva Nord. Battesimo del fuoco per il piccolo, che con la maglia di Figo e il ciuccio in bocca alza le braccia quando tutti cantano per il Principe.

Poi entra Balotelli, che emoziona tutti con una giocata. È un lampo: poco dopo inizia a trascinarsi per il campo. E la gente inizia a darsi di gomito: “Guardalo là. Non corre, non corre”. Partono i mugugni, poi Mario sbaglia un’apertura e tutti gli puntano il dito contro. “Buffone, buffone”. L’Inter sta vincendo 3-1 contro i campioni del mondo e lo stadio se la prende con uno dei giocatori. Balotelli risponde, la voragine si allarga. Finisce la partita con Mario che getta via la maglia nerazzurra. I tifosi inveiscono. Qualcuno si limita a dire: “Abbiamo battuto 3-1 il Barcellona senza di lui. Non ci serve”. Poi allo stadio suona “C’è solo l’Inter”. Madrid è più vicina: per l’Inter, per i suoi tifosi. Non per Super Mario.

INTER-BARCELLONA: LA COREOGRAFIA DELLA CURVA NORD – MADRID, ANDIAMOCI INSIEME

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SUPERSFIDA INTER-BARÇA: LA SEMIFINALE/1

20 aprile 2010

A grande richiesta, ecco il testa a testa tra i giocatori, in base all’attuale stato di forma. Metto gli undici nerazzurri di Inter-Chelsea: ho grossi dubbi sulla formazione dell’Inter. La soluzione Cordoba metterebbe in panchina Pandev (o Balotelli). La formazione del Barça dovrebbe essere quella annunciata.

  1. Julio Cesar vs Victor Valdes: alzi la mano chi non avrebbe preferito il brasiliano. Che però quest’anno ha sbagliato proprio nelle partite decisive. Valdes è in qualche misura inferiore, ma la concentrazione è la sua caratteristica fondamentale. Difficile che sbagli una partita come questa. Scontro pari perché Juio Cesar un miracolo lo può sempre fare, più difficile lo faccia Valdes, portiere più regolare.
  2. Maicon vs Dani Alves: come si fa a scegliere il migliore? Dani Alves ha affettato l’Inter sia all’andata che al ritorno: quando si muove nel taglio dietro la schiena del terzino deve solo far bene lo stop: la palla di Xavi gli arriva regolarmente. Maicon in Europa non è mai devastante come in campionato, e in più è diffidato. Ma difensivamente è più forte.
  3. Lucio vs Piqué: Lucio ha letteralmente sorretto l’Inter nelle Euro-sfide. È sempre stato il migliore, il più concentrato, il più cattivo. Piqué però ha già punito l’Inter, di testa nel girone. E sta aumentando sempre di più il suo spessore. Prendo Lucio per il carisma: si prenderà cura di Ibra.
  4. Samuel vs G. Milito: il muro dell’Inter è diffidato, ma sta disputando una delle sue migliori stagioni di sempre. Quasi insuperabile, anche se pagherà la velocità di Messi. Milito non è isuperabile. Meglio Samuel.
  5. J.Zanetti vs Puyol: capitani contro, tutti e due diffidati. Sulla sinistra, non il loro ruolo naturale. Pronti a combattere. Zanetti su Messi? Puyol su Balotelli? Per loro va bene tutto, non indietreggiano di un passo.
  6. Cambiasso vs Busquets: ci saranno almeno 15 cm di differenza. Il ruolo è lo stesso: primo baluardo. Busquets è più fisico, ma fa girare la palla alla grande. Cambiasso ha più tempi di inserimento, sempre che lasci la metà campo.
  7. Thiago Motta vs Xavi: lentezza contro vivacità, buona tecnica contro il piede destro più delicato del mondo.  Buona gestione della palla contro il miglior regista del mondo, che ha occhi dappertutto, gioca la palla anche se pressato e la mette dove vuole. Xavi è uno dei migliori cinque del mondo.
  8. Sneijder vs Keita: l’uomo della provvidenza Inter. Punizioni, ma non solo. Sarà lui a dover lanciare i contropiedi e le ripartenze, magari venendo un po’ più basso ad amministrare il pallone. Keita giocherà sulla sinsitra e proverà a sorprendere Maicon con i suoi inserimenti. Prendo Sneijder, ovviamente.
  9. Pandev vs Messi: magari il macedone non giocherà. E lo scontro è impari. Dovesse giocare come al solito, largo a destra, dovrà essere rapido e non testardo nel suo continuo rientrare sul piede forte. Messi? Non servono commenti. Dovrebbe giocare dietro a Ibra, al centro, dove fa più danni.
  10. Eto’o vs Pedro: punte esterne con caratteristiche differenti. Eto’o è un centravanti adattato largo, Pedro taglia le difese come professione. Già decisivo nel girone, sarà uno dei più temibili.
  11. Milito vs Ibrahimovic: il principe non può tirarsi indietro. Deve segnare per dimostrare a Ibra che era lui, lo svedese, il bug europeo dell’Inter. Ibra sfiderà nel corpo a corpo Lucio. Prendo Milito, anche se ultimamente ha sbagliato gol importanti.
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NEWCASTLE, RIECCO IL PARADISO

8 aprile 2010

La brillante penna della Daria ha prodotto questo post, giusto per Calciofilia. Che onore, per uno che tiene un blog così figo. D’altronde, la Daria, è proprio brava. Brava e Bella.

Un’indagine del 2004 ha stabilito che i tifosi del Newcastle erano i primi in Premier League per i chilometri percorsi per seguire il club. Era come se ogni anno si facessero tutta la superficie del globo per veder giocare la loro squadra.

Il 24 maggio sembrava la fine per i Magpies, le gazze. La gestione di Alan Shearer, idolo di casa da calciatore, era stata un disastro. Dopo la sconfitta con l’Aston Villa la First Division era una drammatica realtà. Ma la Toon (storpiatura di Town in Geordie, dialetto del nord Inghilterra) Army, i più fanatics tra i supporters bianconeri, non si rassegnavano. Anzi. “Vi tiferemo sempre di più” recitava uno striscione. Promessa mantenuta: inizia la Championship e loro riempiono come non mai il St James’ Park. Una media di 42.500 spettatori nelle gare casalinghe, più di molti club di Premier. E se di fronte ci sono Scunthorpe e Peterborough invece che il Manchester United, poco importa.

Un anno di purgatorio vissuto come una festa, culminata domenica con la promozione matematica con quattro giornate di anticipo. Un club storico del calcio inglese, 4 campionati e 6  Coppe d’Inghilterra vinte, ritorna al posto che gli compete. E la Premier ritrova giocatori come Jonas Gutierrez, che Maradona porterà al Mondiale, il rissoso Joey Barton o l’ex Red Devil Alan Smith.

Come molti club inglesi, il Newcastle è sommerso dai debiti. Non ha aiutato la gestione del proprietario Mike Ashley, milionario dell’abbigliamento sportivo.

Nemmeno un anno fa l’annuncio di voler mollare tutto: “Quest’esperienza è stata una catastrofe per tutti. Voglio vendere prima possibile”. Il Newcastle costa 100 milioni di sterline e lo si può comprare  via mail. In pochi giorni la casella di posta è tempestata di messaggi, tra cui molte prese in giro dei rivali del Sunderland.

Poi Ashley torna sui suoi passi e decide di tenersi il Newcastle. Nel frattempo, il presidente che seguiva le partite in curva rompe con i tifosi. Non gli perdonano alcuni acquisti sbagliati, ma soprattutto la cacciata di mister Kevin Keegan, idolo di casa.

A novembre la protesta contro il boss esplode. Per tirare su qualche pound vuole rinominare il mitico St James’ Park. Il nuovo stadio dovrebbe chiamarsi con un indirizzo email: sportsdirect.com@StJamesPark. Per i tifosi è troppo e lanciano la campagna Yes, we can. Sottinteso, cacciare Ashley. Invitano tutti i tifosi a fare un’offerta in denaro per rilevare il club. La risposta è forte: aderisce anche il cantante Sting.

Il clima è teso, ma ora la promozione potrebbe portare a una tregua. Sì, perchè le gazze sono tornate nel paradiso che gli compete. Fra una settimana potrebbe raggiungerli anche il Wba di Roberto Di Matteo.

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NEWCASTLE, IL PURGATORIO È FINITO

6 aprile 2010

È durato solo un anno il purgatorio per il Newcastle. La retrocessione in serie B della passata stagione, che neanche Alan Shearer aveva evitato, è già un ricordo lontano. Il Newcastle torna in Premier League: i 17 punti di vantaggio sul Nottingham Forest, terzo, quando mancano quattro turni alla fine della serie B inglese, danno alla squadra di Chris Hughton la sicurezza della serie A. La certezza è arrivata con il pareggio per 0-0 tra Nottingham Forest e Cardiff City, che ha permesso ai Magpies di festeggiare la promozione battendo 2-1 lo Sheffield United. E come avvenuto per tutta la stagione, a trascinare il Newcastle è stato capitan Kevin Nolan, che con il gol di ieri è arrivato a quota 14 reti in campionato, come il compagno di squadra Andy Carrol.

Unica squadra d’Inghilterra ancora imbattuta in casa, il Newcastle ha perso solo quattro partite in tutto il campionato, facendo registrare anche la miglior difesa e il secondo miglior attacco della Championship: merito di giocatori di categoria superiore, come Jonas Gutierrez, spesso titolare nell’Argentina di Maradona.  Ma anche di un pubblico senza pari: più di 40mila spettatori a partita.

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PERFEZIONISTA O SOLO PROFESSIONISTA?

1 aprile 2010

Riporto due passaggi della chat di Mourinho con i tifosi, in esclusiva per Inter Channel (la trovate qui). Fanno capire forse qual è il valore aggiunto dello Special One. L’ultima frase mi fa veramente pensare che Josè non sia solo un bravo comunicatore.

Quanto lavora Mourinho per preparare una partita? Quanto guarda una squadra per poter dire di avere le idee chiare?
“Cambia da squadra a squadra, ci sono squadre che bisogna veramente analizzare in un modo diverso, per esempio il Chelsea era una squadra che io conoscevo alla perfezione, sapevo tutto dei giocatori, però ho visto la gara di San Siro 7 volte e quando dico 7 volte, dico 7 volte non 90 minuti ma tre ore, perché fermo, mando indietro, vado avanti, perché volevo capire le cose, il modo in cui le due squadre si erano trovate una contro l’altra. Comunque dipende, abbiamo gente che lavora molto bene, José Morais, Michele Salzarulo, Gianfranco Bedin e gli altri insieme a lui, che fanno sempre un lavoro molto positivo. Però nell’ora della verità mi piace capire tutto. Ma adesso penso che c’è la gara col Bologna, che finirà alle cinque, e poi si cenerà e poi si andrà a casa, penso che dopo la partita inizierò subito a studiare la gara di Mosca, inviterò qualcuno a stare con me, Rui Faria, Daniele Bernazzani, e chissà, non si dormirà quella notte, ma si dormirà solo in aereo”.

Ieri Stankovic ci ha raccontato di Krasic, dicendoci che lui lo consoce, che se lo attacchi ti salta, se lo aspetti invece gli puoi sempre portare via la palla.

“Krasic è stato suo compagno di nazionale e ovviamente lui lo sa, però questo deve valere per tutti i giocatori che si affrontano. Ieri per esempio eravamo più preparati per giocare contro Gonzalez e invece ha giocato Mamaev, Maicon subito mi ha chiesto se era destro o mancino, e bisogna essere capace di rispondere. Gli ho detto che è uno che gioca con i due piedi senza problemi, gli piace più giocare sulla fascia sinistra, però è basicamente un destro, uno che ti viene dentro per tirare in porta, e questo tipo di informazioni individuali servono. Poi c’è un’informazione più globale, sul tipo di gioco che la squadra fa, e noi per esempio abbiamo analizzato con i giocatori solo partite del Cska giocando fuori casa, e l’allenamento che abbiamo fatto il giorno prima della partita è stato nei 20 metri di profondità perché sapevamo che il gioco sarebbe stato molto basso”.

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